Retoriche a colazione

Ombra di luce,
ghiaccio bollente
ossimori e ossa rotte.
Intanto la vita ride, sorride e irride.
Ossa rotte e ironia sbilenca.
Sorrisi a morsi,
imprecazioni sublimate,
lucidità travestita da mestizia.
L’Ombra che cammina fa da palo
allo spirito che vaga altrove.

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Di un bel tacer… ?

“Come stai?”
E milioni di parole nere e urlanti volteggiano improvvisamente
nelle stanze della mia mente come uccelli impazziti.
Uno stordente frullio di ali,
un caos primordiale.
Spingono, urlano, pigolano,
sgomitano.
Ognuna per prendere il proprio posto
nella fila dell’analisi logica del discorso.
Un umettar di labbra, un sorriso e poi:
Sto bene”
E tutto diventa improvvisamente inerte cenere vulcanica.
A volte la sintesi uccide.

Ph.: Brooke Shaden